Lunedì, 12 agosto 2013 - Ciao Lofoten, Tromso arriviamo!
Oggi è stata una giornata tranquilla, dedicata al trasferimento dalle Lofoten alla cittadina di Tromso, l'ultima vera città prima del grande nord. Tromso è una città di 68mila abitanti, chiamata "la Parigi del nord" per i palazzi, l'università (la più "alta" d'Europa) e le attività che si svolgono.

Visto che per buona parte del tragitto abbiamo tenuto una media "turistica", durante la giornata ho avuto modo di pensare a questi primi 10 giorni di viaggio e, in particolare, della Norvegia, paese di cui mi sono rimasti impressi questi aspetti:
- clima, pensavo di trovare pioggia e freddo e invece finora è andata di lusso, con solo un giorno e mezzo di pioggia e freddo sopportabile;
- asfalto e stato delle strade in generale, assolutamente straordinario. Sono continuamente mantenute in ordine e il fondo è perfetto, evidentemente o d'inverno non fa più così freddo, oppure ogni primavera le riasfaltano!
- ponti e gallerie, ce ne sono tantissimi e ben fatti. Servono entrambi a unire le tante isole e, di solito, i ponti vengono costruiti quando la distanza da coprire è sotto al chilometro, mentre quando è superiore vengono usate le gallerie, ne abbiamo percorse alcune lunghissime, di oltre 8 km e profonde fino a 150 metri sotto l'acqua. Tra l'altro i ponti e le gallerie sono a pagamento solo fino alla copertura delle spese di costruzione, poi diventano gratuiti (se penso che in Italia stiamo pagando ancora le accise sulla benzine per la guerra d'Etiopia ...)
- traffico, c'è n'è poco e generalmente vicino ai (pochi) centri abitati. L'unico problema sono i camion che viaggiano a quasi cento all'ora e a volte prima di poterli sorpassare bisogna attendere il rettilineo adatto.
- senso civico, altissimo. Oggi siamo arrivati appunto a Tromso e abbiamo parcheggiato le moto (quattro da una parte, le altre quattro dall'altra) lungo la strada, finché un paio di noi andavano a informarsi dove fosse il parcheggio dell'albergo. Tempo dieci secondi e già erano arrivati due residenti a dirci che non potevamo stare li perché quella era una strada di passaggio e il posto era riservato agli autobus. Per terra ovviamente non ci sono carte né spazzatura, l'erba viene tenuta perfettamente e in generale l'ambiente é molto accogliente.
- renne, per il momento non ne abbiamo vista nessuna, ma credo che con questo caldo si siano spostate più a nord e, quindi, che le vedremo solo in prossimità di Nordkapp (speriamo, non vedo l'ora di fotografarle!)
- viaggiatori, qua ce ne sono di tutti i tipi, vecchi, giovani, in coppia, in gruppo, solitari, in moto, in autobus, in auto, in bici, a piedi, in caravan e chi più ne ha più ne metta. Sembra che Caponord sia un punto magnetico che attira le particelle umane per i più svariati motivi, chi viaggia per perdersi, che viaggia per ritrovarsi, chi per dimenticare, chi per ricordare, chi per ricominciare, chi per continuare ... a me piace citare la frase del film "I diari della motocicletta" quando a Ernesto Guevara e Alberto Granado viene chiesto come mai avessero intrapreso il loro viaggio attraverso il Sudamerica in sella a una scassata Norton 500 e loro rispondono: "noi viaggiamo per viaggiare".
E a proposito di viaggi, voglio complimentarmi davvero con la bravissima Chiara N., che ieri ha raggiunto, partendo da Padova in solitaria, il mitico mappamondo, dopo un viaggio in sella a una Fazer 600. Chiara hai tutta la mia ammirazione e tutto il nostro gruppo di motociclisti ti segue, alla sera, guardando i tuoi video ... anche con un po' di gelosia perché alla fine sei arrivata prima di noi! Bravissima davvero!